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Sono l'autore della mia vita

Scritto da Ryad Besseghir | 11-giu-2026 12.35.52

Raccontare la storia della propria vita è un po' come cercare di far entrare una sedia a rotelle in un ascensore troppo piccolo: serve un piano, un po' di umorismo e a volte bisogna accettare di fare le scale.

Di Ryad Besseghir

Mi vedo innanzitutto come una persona con grandi sogni. Sono nato prematuro e ho una paralisi cerebrale. Fisicamente dipendo molto dagli altri e il mio modo di parlare è diverso, ma la mia mente è "molto veloce".

Ho subito diversi interventi chirurgici importanti e lunghi periodi di riabilitazione. Avrebbero potuto spezzare il mio spirito, ma invece hanno contribuito a costruirlo. Non voglio pietà. Voglio che le persone mi capiscano e mi ascoltino davvero.

Radici familiari e visione aperta del mondo

Sono cresciuta in una famiglia amorevole con i miei genitori e due sorelle. I momenti condivisi e i viaggi hanno segnato la mia infanzia. Anche se la comunicazione può essere difficile, mi viene spontaneo iniziare le conversazioni e questo mi ha aiutato a non sentirmi isolata.

La mia cerchia ristretta è esigente e protettiva e mi spinge ad andare avanti. Le mie sorelle, una che lavora in legge e l'altra in medicina, sono dei modelli per me. Non potendo frequentare l'università, sono diventata un'autodidatta convinta. Uso YouTube e i social media per imparare la comunicazione digitale.

Dalle istituzioni alle scelte autonome

Gli istituti di assistenza in cui ho vissuto sono stati sia un "bozzolo" che una "camicia di forza". Mi hanno aiutato a diventare più indipendente, ma mi hanno anche trattato come un bambino e spesso hanno preso decisioni per me.

A 23 anni sentivo un forte divario tra quanto mi sentivo matura e come mi vedevano gli altri. Venivo trattata come una persona di cui "prendersi cura", non come un'adulta in grado di decidere da sola. Alcuni dei miei progetti sono stati bloccati in nome dell'"autonomia funzionale", come se contasse solo ciò che potevo fare con il mio corpo. Ho dovuto insistere sul fatto che la debolezza fisica non cancella la mia volontà o i miei desideri.

Ho deciso di lasciare gli alloggi collettivi e di trasferirmi in un appartamento inclusivo. Ora vivo nel mio studio a Strasburgo con servizi di supporto. Questo passo verso l'indipendenza è una vittoria personale. Per i miei genitori, soprattutto per mia madre, è stato come fare un salto nell'ignoto.

Forza mentale nei momentidifficili

Il mio percorso verso l'indipendenza ha incluso anche la depressione. È stata scatenata in parte da una delusione sentimentale, in cui la mia disabilità è stata usata come motivo per non stare con me, e in parte da un centro diurno le cui attività erano molto al di sotto delle mie capacità.

Mi sono ripresa da quel periodo grazie alla determinazione e alla definizione di nuovi obiettivi. Oggi creo contenuti su TikTok. Parlo di disabilità e spiego cose come la spasticità con parole semplici, per aiutare a cambiare il modo in cui le persone vedono la disabilità.

Obiettivi di vita : Film, sostegno e umorismo

Immagino il mio futuro nell'azione e nella condivisione di esperienze.

Cinema: sogno di fare un film che sia per metà documentario e per metà commedia, nello stile de "Gli Intoccabili". Voglio mostrare la vita di tutti i giorni - per esempio, la mia pesante sedia a rotelle che affronta gli ostacoli in città - con una leggera autoironia.

Sostegno tra pari: Voglio fondare un'organizzazione che sostenga le persone con disabilità, soprattutto dopo interventi chirurgici importanti. Credo che condividere le esperienze della vita reale aiuti tutti ad andare avanti.

Umorismo: l'umorismo mi aiuta a "sopravvivere ai protocolli" e a trasformare le difficoltà in storie da raccontare.

Un messaggio alla società

Voglio che le persone notino gli ostacoli che affrontiamo ogni giorno: marciapiedi bloccati, e-scooter lasciati ovunque e trasporti pubblici che spesso non sono ancora accessibili. Chiedo anche una tecnologia più inclusiva, in particolare un'intelligenza artificiale in grado di comprendere meglio il mio modo di parlare.

Soprattutto, voglio essere l'autore della mia vita. Non voglio essere vista solo come un "eroe" o una "vittima". Sono una persona complessa e creativa che lotta per la libertà e che, a volte, celebra le sue vittorie suonando il clacson della sua sedia a rotelle a ritmo di musica.

Scritto da: Ryad Besseghir

Instagram: https: //www.instagram.com/rymob__/

Paese: Francia